giovedì 8 ottobre 2020

Per conoscere il Servo di Dio GIULIO SALVADORI terziario francescano

 

7 ottobre

Servo di Dio
 GIULIO SALVADORI
del Terz'ordine di San Francesco
Francescano secolare




Monte San Savino (Arezzo), 14 settembre 1862 – Roma, 7 ottobre 1928








Martirologio Francescano: A Roma, deposizione del Servo di Dio Giulio Salvadori da Monte San Savino, Confessore del Terz'Ordine, il quale, illustre per lettere, ma molto più illustre per virtù, ancor vivente era chiamato Santo dal Pontefice Pio X, e morto si meritò l'ammirazone e la venerazione dei fedeli (1928).



Giulio Salvadori nacque a Monte S. Savino (Arezzo) il 14 semtembre 1862. Fin dai primi anni manifestò un gran trasporto alla pietà, un ingegno vivace con spiccata attitudine alla poesia. Laureatosi in Lettere a Roma nel 1885, iniziò subito il suo insegnamento e tenne con competenza la cattedra ad Ascoli Piceno, ad Albano, nelle Università di Roma e del S. Cuore di Milano.
Animo ardente, innamorato del sapere e dell’arte, cercò dapprima la vera elevazione dell‘uomo in un’arte rinnovata dalla scienza. Ma, illuminato dalla Grazia, s'avvide ben presto che l'unica fonte della verità e del bene è la parola del Vangelo; a questa perciò sacrificò senza debolezze e senza rimpianti ogni gioia e soddisfazione umana, sforzandosi costantemente di riprodurre in sé l’ideale di una vita pienamente cristiana.
A venticinque anni s'iscrisse al Terz’Ordine Francescano: dall'imitazione del Poverello di Assisi attinse quello spirito di povertà e di rinunzia, di umiltà e di modestia, di pazienza e di mansuetudine, di carità benefica, di lieto e sorridente abbandono nel Signore, che tanto lo segnalò all'ammirazione degli uomini di scienza, alla venerazione dei suoi alunni, all'affetto dei figli del popolo.
Considerò l'insegnamento come una missione ricevuta dal cielo, compiendola con la coscienza sensibilissima del dovere e mirando soprattutto
all'anima dei giovani, molti dei quali riconobbero per suo mezzo il dono della fede, innumerevoli altri trovarono scudo e difesa nella sua parola vivificatrice e nell'esempio delle sue elette virtù.
Fu grande poeta e scrittore efficace, aperto a tutte le pure bellezze del creato ed alle più elevate aspirazioni di un’anima serafica. Lo attestano le varie opere da lui scritte, nelle quali profuse i tesori delta sua arte e della sua scienza a servizio della fede.
Lavoratore assiduo, apostolo infaticabile in tutte le forme di carità cristiana, spese le sue forze e le sue sostanze a vantaggio spirituale e materiale di tutti, specialmente dei suoi alunni, degli orfani, delle figlie dei carcerati; incurante di sé, era sempre pronto ad intervenire dovunque vi fosse un cuore da consolare, un consiglio da dare, un'anima da salvare.
Gesù in Sacramento fu il centro della sua vita spirituale, l'oggetto preferito delle sue sante conversazioni; la Comunione il pane quotidiano della sua laboriosa giornata. Ricevuta ogni giorno nel breve corso della sua ultima malattia, e ancora poche ore prima di morire, nell'Eucaristia trovò la forza e la serenità per compiere eroicamente il sacrificio supremo della vita.
Spirò santamente in Roma, la mattina del 7 ottobre 1928, mentre la voce che si spegneva invocava con fiducia la Madre della misericordia ed esprimeva la sua piena conformità al volere divino.
Di Giulio, ancora vivente, S. Pio X ebbe ad asserire ch‘egli era non solo un buon Cristiano, ma un "santo". Alla parola profetica del Pontefice fa eco la voce concorde di quanti conobbero da vicino lo spirito elettissimo del Servo di Dio. Unanimi sono il voto e la preghiera che un giorno non lontano le sue straordinarie virtù vengano riconosciute e confermate dalla Madre dei Santi, la Chiesa.


PREGHIERA

O Padre celeste, che in Giulio Salvadori rinnovasti le meraviglie dei tuoi santi, fa che il ricordo delle sue eccelse virtù parli di te agli intelletti che ansiosi ricercano la verità e porti ai cuori inquieti la sospirata pace.
O Gesù, che eleggesti Giulio Salvadori perché col suo spirito serafico, con l'apostolato dell’arte, della scienza e della carità fosse nel mondo una costante e solenne testimonianza del tuo nome, concedici che le nostre opere, alla scuola del suo esempio, risplendano sempre della luce e diamo gloria a te, Re eterno e Pastore delle anime nostre.


O Divino Spirito, che effondesti largamente i tesori della tua grazia santificatrice nell'anima eletta di Giulio Salvadori, degnati ora manifestarlo a noi guida sicura nel bene e potente intercessore nostro. Col suo patrocinio noi confidiamo di ricevere la grazia... La invochiamo, Spirito Divino, per la glorificazione del tuo Servo diletto e a nostro spirituale conforto.

Con approvazione ecclesiastica - 2 maggio 1934



Per la segnalazione di grazie particolari, 
rivolgersi al Padre Superiore del Convento 
S. Maria in Aracoeli, Scala dell'Arce Capitolina 12 
00186 Roma.