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lunedì 27 aprile 2020

VIDEO: TOCCATI DA DIO ... PADRE MARELLA programma di Francesco Bosco




TOCCATI da DIO.. vi racconta la vita del Venerabile Padre Olinto
Marella, il Padre dei poveri. Il sacerdote definito la coscienza di Bologna 

TOCCATI da DIO, conquistati da Padre Pio è un programma di Francesco
Bosco, in onda su Padre Pio TV (145 digitale terrestre - 852 Sky - 445
TV SAT - streaming www.teleradiopadrepio.it)

VEDI I CONTRIBUTI DI QUESTO SITO
ALLA CONOSCENZA DI PADRE MARELLA
PROSSIMO ALLA PROCLAMAZIONE A BEATO

Don Olinto Giuseppe Marella nasce a Pellestrina (Venezia), il 14 giugno1882. Ordinato sacerdote dal Card. Cavallari il 7 dicembre 1904, viene chiamato all'insegnamento nel Seminario di Chioggia dal Suo vescovo; nel contempo, per debellare l'analfabetismo nella Sua isola, fonda il "Ricreatorio Popolare" e la "Scuola Materna Vittorino da Feltre ". Nel 1909 viene "sospeso a Divinis" ma riabilitato dal Card. Nasalli Rocca nel 1925 a Bologna, dove insegna nel Licei cittadini Galvani e Minghetti. Affianca all'attività di Professore quella assistenziale: collabora all'Opera Baraccati e fonda, nel 1934, il 'Pio Gruppo di Assistenza Religiosa negli Agglomerati di Poveri " e dà vita a "Case Rifugio" per orfani e bambini abbandonati facendosi, per essi, mendicante. Istituisce una prima Città dei Ragazzi con cinque laboratori-scuola cui, nel 1954, segue la seconda a S. Lazzaro di Savena (BO) ed il "Villaggio Artigiano" con 24 abitazioni, la "Casa della Carità" e la "Chiesa della Sacra Famiglia". A Brento di Monzuno (BO), costruisce la Chiesa di San Ansano e la "Casa del Pellegrino". Il 6 settembre 1969, a 87 anni, due mesi e 23 giorni, con una morte edificante, si spegne nella Sua Città dei Ragazzi". Tutta Bologna è presente al Suo funerale. Le Sue spoglie sono custodite nella Cripta della Chiesa della Sacra Famiglia a S. Lazzaro di Savena (BO), "vicino ai Suoi ragazzi com'era Suo desiderio.

giovedì 24 agosto 2017

Saint Louis, King of France and the Sainte-Chapelle

a


"Per evitare la discordia, non contraddervi mai nessuno se non in caso di peccato
o qualche pericolo per un prossimo, e quando necessario contraddire gli altri,
farlo con tatto e non con temperamento". Saint Louis

"Nella prosperità, rendi grazie a Dio con umiltà e paura che, per orgoglio,
abbiate abusato dei benefici di Dio e lo offendono". Saint Louis

venerdì 4 agosto 2017

VIDEO - IL MAGO DEL CIELO (Le Sorcier du Ciel) - - - - La storia di San Giovanni Vianney - Regia di George Rollin (sottotitoli in italiano)


ATTORI PRINCIPALI

Georges Rollin
Marie Daëms
Dora Doll
Alfred Ada

Il mago del cielo è un film francese diretto da Marcel Blistène su una sceneggiatura di René Jolivet . Il film è uscito nel 1949.

Il film racconta, in maniera un po romanzata della vita di S. Giovanni Maria Vianney.
La
biografia del Santo Curato d'Ars è ripercorsa attraverso la sua lotta contro il Maligno e la sua volontà di portare gli agricoltori della regione nei percorsi del Bene e della Fede.
 
Il film usci in Italia con il titolo Paese Senza Dio. 


Regia : Marcel Blistène
Assistente alla regia : Gilles de Turenne
Sceneggiatura: René Jolivet
Costumi: René Decrais
Scenografia: Claude Bouxin
Fotografia: Charles Bauer
Montaggio: Raymond Louveau
Musica: Tony Aubin , Georges Derveaux
Produzione: Ydex Films
Direttore di produzione: Alexis Plumet

Produzione Ydex Film - Francia

Durata 100 mim.

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mercoledì 26 luglio 2017

"Franz Jägerstätter, un contadino contro Hitler" - Regia di Fulvio De Martin Pinter. A cura di Gimpiero Gilardi / trailer


L’idea del film su Franz Jägerstätter nasce dalla riflessione dell’associazione a Lui dedicata. E’ un po’ una scommessa: per il mondo della nonviolenza e dell’obiezione di coscienza è quasi una novità l’uso di questo strumento.
Regia di Fulvio De Martin Pinter.
A cura di Gimpiero Gilardi


"Franz Jägerstätter.
Un contadino contro Hitler"
Video a colori della durata di 27 minuti


 TRAILER
 Il film in una sintesi di 10 minuti




La trama

La ricostruzione scenica non poteva ovviamente riprendere tutta la vita del protagonista. Si è così individuato il processo davanti al militare come momento culminante della vicenda di Franz  e si è incentrato su quello l’azione del filmato.
L’accusa apre dunque la scena, che si sposta poi, nel ricordo di Franz, sui prati e le case del suo paese, di cui rivive le semplici sensazioni contadine. Le immagini sono state girate a St. Radegund.
E’ sempre il ricordo che lo porta a quella sera, nella cucina della sua casa, quando discusse per l’ennesima volta con sua moglie Franziska la sua contrarietà al nazismo. Alla fine si convince ma non cede del tutto: “E va bene. Va bene. Andrò a votare. Ma non voterò a favore. E, d’ora in avanti, non voglio avere né dare nulla al nazionalsocialismo”.
Uno stacco di documentazione (sulla base di immagini d’epoca dell’ingresso di Hitler a Vienna) presenta la situazione dell’Austria nel 1938. Franz ricorda: “Ho sognato un bel treno, che girava attorno a un colle. Non solo gli adulti, ma anche un gran numero di giovani accorrevano per salire, ed era quasi impossibile impedirglielo. Ad un tratto, una voce mi disse che quel treno partiva per l’inferno. Quel treno era il Nazionalsocialismo”.
Ma ormai gli eventi sono precipitati. L’immagine ritorna nella sala del tribunale. E’ il momento dell’interrogatorio. Franz deve spiegare perché si comporta in quel modo e soprattutto deve giustificarsi come cattolico, davanti a tanti preti e vescovi (oltre a tutti i cattolici laici) che combattono al fronte. Le sue parole restano scolpite nella mente di chi ascolta.
L’udienza finisce. Franz è solo in cella e scrive alla moglie e alle tre figlie piccole: “Carissimi, il vostro ricordo e la nostalgia del vostro amore mi seguono minuto per minuto. Oggi è cominciato i processo ed io prevedo già come andrà a finire. Sono angustiato dal timore che abbiate a soffrire per colpa mia. Perdonatemi se attiro su di voi l’ingiustizia, ma voi sapete bene che bisogna amare Dio più della famiglia. E’ meglio perdere tutto ciò che ci è tanto caro quaggiù, piuttosto che commettere la più piccola offesa contro Dio”.
E la mente corre di nuovo a casa, in quella cucina, al giorno in cui venne il parroco del paese per mettere in guardia Franz e avvertirlo dei rischi cui si esponeva. Anche il vescovo lo aveva chiamato per parlargli e farlo desistere dal suo intendimento. Franz va avanti per la sua strada.
Le immagini di guerra riportano al 1943, quando Franz viene infine arruolato. Le fortune della guerra cominciano a voltare le spalle all’esercito nazista.
La scena dell’incontro nel carcere di Berlino tra Franz e Franziska è certo la più struggente ed è commovente la benedizione che il condannato deve quasi strappare al prete in nome della retta coscienza. Franziska, accompagnata dal parroco, aveva viaggiato 22 ore in treno per vedere il marito per l’ultima volta. Il colloquio dura 20 minuti. E’  lunedì 13 luglio 1943.
L’epilogo è vicino, tutto è consumato. Il tribunale emette l’inevitabile condanna, Franz viene condotto alla ghigliottina. I suoi passi si mescolano al testamento, scritto con le mani legati nella cella della morte: “Il regno dei cieli è preso a forza e i generosi se ne impossessano. Cercate di entrare dalla porta stretta. Quando larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione e come sono molti coloro che vi entrano! Quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla Vita e come sono pochi quelli che la trovano! A noi non resta che questa alternativa: o progredire sempre nel bene, oppure affondare sempre più nel male; impossibile rimanere stazionari a lungo. Amiamo i nostri nemici, benediciamo coloro che ci maledicono, preghiamo per coloro che ci perseguitano. L’amore vincerà e vivrà per l’eternità. Fortunati coloro che hanno vissuto nella carità divina e muoiono in essa”.
Le ultime immagini sono quelle della tomba dell’eroe, di cui viene chiesta la canonizzazione, appoggiata alla chiesa di St. Radegund, nella notte del 50° anniversario della nascita al cielo.


Da richiedere a:
Associazione “Franz Jägerstätter”
c/o Caritas diocesana
Via Endrici, 27
I – 38100 Trento
Tel. 0461 261166; fax 0461 266176
email: tncarita@tin.it

Sito consigliato: Giovani e Missione



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sul Beato Franz Jägerstätter
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AUDIOLIBRO: "BEATO FRANZ JÄGERSTÄTTER" - lettura del ritratto del santo di P. Antonio Sicari, ocd








PADRE ANTONIO MARIA SICARI, ocd
Nato nel 1943, sacerdote dal 1967, P. Antonio Maria Sicari appartiene alla Provincia Veneta dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, al cui servizio ha svolto l’ufficio di docente per alcuni corsi di teologia dogmatica e di spiritualità (presso lo Studio Teologico Carmelitano di Brescia), come pure il compito di maestro dei novizi e di superiore provinciale.
Ha conseguito il Dottorato in Teologia e la Licenza in Scienze Bibliche. Dal 1981 al 1989 è stato direttore della redazione italiana della rivista “Communio”, Strumento internazionale per un lavoro teologico”, continuando anche negli anni successivi a scrivere articoli e saggi.
Nel 1993 P. Antonio Sicari ha fondato il Movimento Ecclesiale Carmelitano, un’esperienza di comunione tra religiosi e laici che, nel rispetto delle reciproche vocazioni, promuove la condivisione delle ricchezze dottrinali dell’antico carisma carmelitano e riconosciuta come associazione privata di fedeli dal Vescovo di Brescia, il 16 luglio del 2003. Attualmente il Movimento Ecclesiale Carmelitano è diffuso in varie città d’Italia e in nazioni come la Romania, il Belgio, il Libano, la Lettonia, gli Stati Uniti, la Colombia.

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lunedì 19 giugno 2017

Video: EDVIGE CARBONI. DALLA SARDEGNA UNA LUCE PER IL MONDO. Regia di Carlo De Biase e testi di Ernesto Madau.



Il dvd, prodotto dalla Parrocchia San Giorgio M. di Pozzomaggiore,
è uno strumento particolarmente adatto per avviare alla conoscenza
della Serva di Dio quanti ancora non la conoscono.

Regia di Carlo De Biase e testi di Ernesto Madau.





Edvige Carboni è nata a Pozzomaggiore (Sassari) il 2 Maggio 1880, Edvige Carboni è una delle più belle figure spirituali dell' 800 e del 900.
Grande Mistica, ardentissima di Amore per Cristo Crocefisso e ricolma di Carità verso i più poveri e i più deboli, sopratutto gli ammalati, era beneficata da numerose visioni di Gesù, della Vergine SS., di Santi e anime del Purgatorio, ed aveva anche altri Carismi straordinari come estasi, spirito di profezia, bilocazioni e levitazioni. Spesso era vittima delle vessazioni dal demonio. Di grande e profonda umiltà, non dava importanza ai carismi che aveva, era ubbidientissima ai suoi direttori spirituali nonchè devotissima al Papa e alla Chiesa. Dovunque sia stata ha lasciato una grande impronta di sè e della sua Santità negli animi delle persone.
E' morta quasi improvvisamente la sera del 17 febbraio 1952 a Roma, nel silenzio e nell’umiltà come era vissuta.

giovedì 8 giugno 2017

VIDEO DEL 1963 SUL VEN. MATT TALBOT, FRANCESCANO SECOLARE Television Documentary Radharc Matt Talbot

Matt Talbot nacque il 2 maggio 1856 al numero 13 di Aldborough Court (Dublino), nella parrocchia di San'Agata, Matt era un proletario: abitò una casa popolare, vestì abiti di seconda mano. Morì in un vicolo e fu seppellito in un cumulo per poveri. Rese l'anima a Dio Dublino il 7 giugno 1925.

Venendo da una situazione disagiata, con un padre alcolizzato e una storia familiare di abbandono e povertà, Matt si ritrovò risucchiato nella cultura della dipendenza, e la sola scelta possibile per i poveri di quel tempo era l'alcol. Come tanti altri, Matt l'abbracciò come un mezzo per evadere dalla miseria e dalla povertà della vita di tutti i giorni.

Oggi noi viviamo in un'età di dipendenze forse più sofisticate, non solo da sostanze quali l'alcol, ma anche da altre droghe leggere o pesanti, legali oillegali; dipendenze dal gioco d'azzardo, dalla pornografia o da internet, dipendenza dal lavoro, dalla carriera, dal sesso, il denaro o il potere. Tutto ciò può annientare le nostre vite e come demoni anche le nostre anime.

Matt Talbot gradualmente divenne consapevole della sua condizione e dal tempo della sua conversione, a 28 anni, trascorse il resto della vita esercitando le virtù cristiane ad un grado eroico, attraverso la preghiera, le letture spirituali, il lavoro e gli atti di carità.  Matt Talbot si pone ai nostri occhi come un esempio radicale che dimostra che persone comuni possono fare cose straordinarie. La sua vita è la testimonianza del fatto che con la grazia di Dio e la buona disposizione personale, si può dire no a tutto ciò che porta alla dipendenza o a comportamenti dipendenti.


  • SCHEDA BIOGRAFICA :
PER CONOSCERE IL VEN. MATT TALBOT, FRANCESCANO SECOLARE. PROTETTORE DI CHI VUOLE USCIRE DALL'ALCOLISMO.




traduzione di Maria Rosaria Cavuoti
fonte: sito Diocesano di Dublino

giovedì 11 febbraio 2016

MAMMA SANNA, LA VENERABILE DI CODRONGIANOS il documentario della vita della ven. Elisabetta Sanna

a cura della Postulazione Generale dei Pallottini
consulenza di P. Francesco Amoroso S.A.C.
e padre Jan Korycki
regia di Alessandra Peralta





La Venerabile Elisabetta Sanna nacque a Codrongianos (Sassari) il 23 aprile 1788. A tre mesi perdette la capacità di sollevare le braccia. Sposata, allevò conque figli. Nel 1825 restò vedova e fece voto di castità; era la madre spirituale delle ragazze e delle donne della sua terra. Nel 1831, imbarcatasi per un pellegrinaggio in Terra Santa, finì a Roma, e non potè tornare, per sopravvenuti gravi disturbi fisici. Si dedicò totalmente alla preghiera ed a servire i malati ed i poveri. Fu tra i primi iscritti all'Unione dell'Apostolato Cattolico di san Vincenzo Pallotti, suo direttore spirituale. La sua abitazione divenne un santuario di viva Fede ed ardente Carità. Morì a Roma il 17 febbraio 1857 e venne seppellita nella chiesa del SS. Salvatore in Onda.

Durata: 29,01'
Canale Youtube

giovedì 14 gennaio 2016

CONIUGI FRANCESCANI SECOLARI TRA I SANTI DEL CALENDARIO ...


Il cammino di santità che ognuno è chiamato a compiere acquista nuova luce se compiuto nel matrimonio. Nel vecchio Testamento numerosi sono gli esempi di santi sposi. Il nuovo si apre con Giuseppe e Maria e l'esempio della santa famiglia di Nazaret è paradigma di vita per ogni nuova coppia. Nel Vangelo sono ricordati anche i santi Gioacchino ed Anna i genitori della beata vergine Maria e i genitori di san Giovanni Battista, i santi Elisabetta e Zaccaria; san Cleofa e santa Maria di Cleofa ed infine san Zaccheo sposo di santa Veronica. San Paolo ci ricorda Aquila e Priscilla. Fin dai tempi dei martiri, nutrito è il numero di santi e di sante coniugati nella Chiesa, ma che siano stati canonizzati considerando le virtù del cammino di santità compiuto nel matrimonio è cosa nuova.

Una particolare attenzione al cammino di santità vissuto nel matrimonio, è uno dei frutti dello spirito del Concilio Vaticano II che ha messo in nuova luce la chiamata universale alla santità e oggi la Chiesa con la canonizzazione congiunta di Luigi e Zelia Martin, proprio nel cinquantenario della chiusura di quel Concilio, indica al popolo di Dio un esempio di via della santità nel matrimonio.
Non è certo la prima volta che si coglie l'occasione di un'assemblea sinodale anche per procedere alla canonizzazione di alcuni santi, ma quella dei coniugi Martin è stata voluta quale segno vibrante da porre nel cuore dello svolgimento del Sinodo della famiglia, così fortemente voluto da Papa Francesco, in questo momento, come risposta pastorale ai grandi mutamenti storico-antropologici e legislativi che stanno investendo lo statuto famigliare e cerca sempre più d'affermarsi la teoria del gender.

Il Novecento ci ha offerto diversi esempi di coppie che hanno vissuto il proprio cammino di amore e di fede insieme, come fu quello di Raissa Oumancoff e il filosofo Jacques Maritan. Testimonianza nel quotidiano di genitori "normali" ci è offerta dall'esempio di Giovanni Gheddo e Rosetta Pranzi, mentre sono stati testimoni dell'amore fino al martirio i polacchi Wiktoria e Jòsef Ulma, che con la loro famiglia furono trucidati dai nazistri il 24 marzo 1944 per aver protetto una famiglia di ebrei.

Bb. Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi
L'antico Terz'Ordine di San Francesco ha donato alla chiesa la testimonianza condivisa di amore nel Sommo Bene con la beatificazione e canonizzazione di due coppie di sposi. Il 21 ottobre 2001 sono stati, infatti, riconosciuti beati i coniugi Luigi Beltrame Quattrocchi e Maria Corsini, cristallino esempio di fecondità del Sacramento vissuto. La Chiesa li ricorda il 25 novembre, giorno del loro matrimonio.

Santi Louis e Zelie Martin
genitori di S. Teresa del Bambin Gesù
Il 18 ottobre 2015 sono stati proclamati santi i genitori di santa Teresina di Lisieux, Luigi Martin e Zélie Guérin, che è stata terziaria francescana, entrambi desiderosi di intraprendere la via della vita consacrata, risposero alla vocazione che il Signore aveva in serbo per loro, consacrando la propria vita nel matrimonio. Essi ci sono da esempio di educatori alla santità in famiglia: è di pochi mesi fa, la notizia dell'avvio della causa di beatificazione di un'altra loro figlia che divenne suora visitandina, Leonide Martin.

S. Gianna Beretta con Pietro Molla
E' anche vero che ci sono casi in cui di un solo coniuge è stato riconosciuta dalla Chiesa santità di vita, che è pur sempre risposta personale all'amore di Dio, come recentemente è stato per la terziaria francescana Gianna Beretta Molla, che come sposa ebbe felicemente accanto Pietro Molla e il suo matrimonio rimane d'esempio per tutti. Come lo è stato quello del terziario francescano beato Franz Jaegerstaetter che visse fino al martirio l'abbandono in Dio come obiettore di coscienza al nazismo, trovò comprensione e conforto nella giovane sposa Franziska, morta pochi anni fa.

B. Franz con Franziska Jaegerstaetter
Fin dalle sue origini, l'Ordine francescano secolare ricorda nel Beato Lucchesio da Poggibonsi e sua mogli Bona coloro che sono stati tra i primi terziari, sen proprio i primi, della sua secolare storia.

Lo stesso Terz'ordine di san Francesco, come testimoniano ricerche archivistiche risalenti al XIII secolo, accanto alla più diffusa denominazione Fratris de Penitencia Ordinis sancti Francisci e similari, ha contemplato quello di Coniugati Tertii Ordinis beati Francisci.

B. Lucchese e Bonadonna

Nell'Ufficio ritmico, composto nel 1231-1232, in onore di san Francesco, Giuliano da Spira così s'esprime sui tre Ordini francescani, "la triplice schiera dei destinati alla salvezza" fondati dal Poverello d'Assisi: "il primo, al quale appartenne sia con la professione sia con l'abito, superando tutti nella perfezione, da lui stesso chiamato, com'è scritto nella Regola "Ordine dei Frati Minori". Il secondo (...) è quello delle "Povere Dame e Vergini" (clarisse), e pure ebbe da lui felice esordio. Infine il terzo, che si dice "Ordine dei Penitenti", non è di mediocre perfezione, ed aperto a chierici e laici, vergini, continenti, coniugati, e comprende l'uno e l'altro sesso per la salvezza". 

In ottocento anni, l'Ofs contempla da subito la presenza di santi coniugati come la stessa patrona dell'Ofs santa Elisabetta regina d'Ungheria che era sposata con il beato Ludovico margravio di Turingia e di sant'Elzeario e la beata Delfina. Numerosi sono i santi e i beati francescani secolari giapponesi e cinesi che sono morti martirizzati, genitori e figli, in diverse epoche e circostanze, per testimoniare Cristo risorto.

Venerabili Sergio Bernardini
e Domenica Bedonni Bernardini



In tempi più recenti, ricordiamo i venerabili coniugi Sergio Bernardini e Domenica Bedonni Bernardini, per il quali,  lo scorso 5 maggio 2015, Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del (info:) decreto di eroicità delle virtù.
Nello stesso giorno è stata decretata venerabile per la Chiesa la contessa di Barolo Giulia Colbert sposata con il servo di Dio Tancredi Faletti marchese di Barolo. Le Cause di beatificazione dei coniugi Faletti Barolo sono state improntate da due diverse Postulazioni e il loro iter sta procedendo a velocità diverse.

Ven. Giulia Colbert e suo marito
Tancredi Faletti marchese di Barolo
Santi non “malgrado” il matrimonio, ma proprio in virtù di esso, è la via della spiritualità coniugale che riverbera nelle Costituzioni dell'Ofs laddove si legge che "i coniugati trovano nella regola dell'OFS un valido aiuto nel proprio cammino di vita cristiana, consapevoli che, nel sacramento del Matrimonio, il loro amore partecipa dell'amore che Cristo ha per la Chiesa".


La Ven. Antonietta Meo
la piccola Nennolina,
figlia di Maria e Mario Meo
lei maestra delle novizie
lui più volte ministro
dell'OFS Sant'Antonio di Roma:
essere buoni genitori è guidare
nei propri figli nel desiderio
a diventare santi.
La testimonianza di vita dei santi coniugi Luigi e Zelia Martin, di cui abbiamo assistito alla canonizzazione lo scorso ottobre, è esemplare a che "i francescani secolari considerino la loro famiglia come l'ambito prioritario nel quale vivere il loro impegno cristiano e la vocazione francescana ed in essa diano spazio alla preghiera, alla Parola di Dio e alla catechesi cristiana, adoperandosi per il rispetto di ogni vita dal suo concepimento e in ogni situazione, fino alla morte" (Costituzioni OFS, 24).

Ho letto che "il Servo di Dio Giovanni Paolo I, nel 1976, quando era ancora Patriarca di Venezia nel noto libro "Illustrissimi", scrisse: "Quando ho sentito che era introdotta la causa di beatificazione dei genitori di Santa Teresa, ho detto; "Finalmente una causa a due! San Luigi IX è santo senza la sua Margherita, Santa Monica senza il suo Patrizio; Zelia Guérin, invece sarà santa con Luigi Martin suo sposo e con Teresa sua figlia".

"L'amore degli sposi e l'affermazione del valore della fedeltà sono una profonda testimonianza per la propria famiglia, per la chiesa e per il mondo" . (Marco V. Stocchi)


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    VIDEO
    Domenica 18 ottobre 2015, insieme ai beati Vincenzo Grossi e Maria dell’Immacolata Concezione, sono stati proclamati nuovi santi i due sposi Luigi e Zelia Martin, i genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino. In occasione della canonizzazione "12 Porte", settimanale di cultura e informazione religiosa della diocesi di Bologna, ha pubblicato un video che si propone alla visione dei lettori del Calendario Francescano Secolare.

    giovedì 10 dicembre 2015

    CON IL VENTO NEL PETTO docfilm di Alberto Di Giglio sul Beato Contardo Ferrini giurista e terziario francescano


    Per la prima volta viene raccontata in un film documentario la parabola umana, professionale e spirituale del Prof. ContardoFerrini: accademico, giurista, scienziato. Terziario Francescano. Testimone di un autentico umanesimo cristiano. Nato a Milano nel 1859 e morto a Suna di Verbania, sul Lago Maggiore, nel 1902 a soli 43 anni. Dal 1942 il suo cuore è custodito in un reliquiario nella chiesa di Santa Lucia di Suna, mentre il suo corpo riposa nella cripta dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano.
    Il film documentario ripercorre tutti i luoghi della vita di Contardo Ferrini, da Milano a Suna di Verbania, passando per le città di Berlino, di Pavia, di Messina e di Modena. Illustrazioni ne ricostruiscono i momenti più significativi quali l’infanzia, gli studi, la formazione professionale, l’impegno politico, gli incontri con i suoi maestri …
    Un originale contributo viene dagli attori Bruno Furini nel ruolo di ContardoFerrini e da Stefano Grillo nel ruolo di uno speciale testimone del passato. Accanto alle voci narranti di Massimo Dapporto, di Rosario Tronnolone e di Piero Bernacchi si fa largo l’incantevole colonna sonora di Beppe Frattaroli.
    La vita di Contardo Ferrini è stata caratterizzata dall’amore per la Bellezza del Creato e dalla Verità in Cristo .
    Il 14 aprile del 1947 venne beatificato da Papa Pio XII che per l’occasione disse: “In lui tutto era diafana chiarezza, sicura tranquillità, serena letizia dello spirito, sincera dedizione e inalterato amore per la verità. Esteriormente sobrio e riservato, com’egli era, l’opera di lui però irradiava l’interna fiamma contenuta nell’uomo, e ha dedicato la sua vita alla ricerca del vero, cercando dietro il nobile volto di ogni scienza terrena sempre l’eterna verità di Dio.




    • comunicato stampa

    CON IL VENTO NEL PETTO
    Vita di Contardo Ferrini

    Testimone di un autentico e verace umanesimo cristiano

    Un progetto dell'Associazione Piccola Porziuncola e OFS di Verbania

     Dalle aule d’università agli altari. La vita del beato Contardo Ferrini, patrono dei giuristi e delle università cattoliche, raccontata nel film-documentario “Con il vento nel petto” di Alberto Di Giglio. La collaborazione per i testi di Marco Invernizzi.

    Roma, 3 dicembre 2015 – “I santi sono gli eroi, che hanno il piede in terra e l’animo in cielo: Contardo Ferrini fu uno di questi, fin dalla sua giovinezza”. Così Pio XII definì nel 1947 il professore universitario da lui proclamato beato. Eccelso studioso di diritto romano, uomo mite e caritatevole, testimone di un autentico umanesimo cristiano in un’epoca, la seconda metà dell’Ottocento, nella quale i docenti universitari erano sovente anticlericali. Questo è il ritratto di Contardo Ferrini, accademico e giurista lombardo, patrono dei giuristi e delle università cattoliche, tracciato dal film-documentario “Con il vento nel petto”, diretto e prodotto dal regista Alberto Di Giglio, che ha scritto i testi insieme a Marco Invernizzi, storico e autore di un libro su Ferrini, da un’idea dell’Associazione Piccola Porziuncola di Verbania, in collaborazione con l’Ordine Francescano Secolare di Verbania.
     
    Il DVD del film sarà in distribuzione
    col nuovo anno: info sul sito ufficiale

    Il film verrà presentato in anteprima a Roma venerdì 11 dicembre presso la Sala Cinema Anica (viale Regina Margherita, 286) con inizio alle ore 15. La proiezione sarà introdotta dall’attrice Marta Bifano e da Andrea Monda, conduttore del docu-reality di Tv2000 “Buongiorno Professore”, mentre al termine è previsto un dibattito con il regista, con gli interventi di giuristi, magistrati ed esponenti del mondo universitario.

    “Con il vento nel petto”, 93 minuti di immagini – accompagnate dalle voci narranti dell’attore Massimo Dapporto, del giornalista Rosario Tronnolone, conduttore e autore dei programmi culturali di Radio Vaticana, attore, drammaturgo e regista, e dello speaker e voce storica della Rai Piero Bernacchi – che per la prima volta ripercorrono la parabola umana, professionale e spirituale di Contardo Ferrini, terziario francescano e scienziato contraddistinto da una sentita religiosità cristiana.
    Il percorso esistenziale di Ferrini, nato a Milano nel 1859 e scomparso prematuramente nel 1902 a Santa Lucia di Suna Verbania sul Lago Maggiore, viene affrontato meticolosamente da Di Giglio in un film-documentario che vede l’alternarsi di immagini suggestive dei luoghi della vita del beato (da Milano a Suna, passando per Berlino, Pavia, Messina e Modena), di illustrazioni dell’artista romano Spartaco Ripa che ricostruiscono i momenti più significativi dell’infanzia, della formazione e dell’impegno politico del professore, di interviste ad esperti del mondo accademico e cattolico, e di parti recitate dagli attori Stefano Grillo, Bruno Furini e Sebastiano Russo.

    La vita di Contardo Ferrini è stata caratterizzata dall’amore per la bellezza del creato e dalla verità in Cristo. L’Università Cattolica del Sacro Cuore di padre Agostino Gemelli considerò Ferrini un precursore e un maestro cui ispirarsi. Dal 1942 il suo cuore è custodito in un reliquiario nella chiesa di Santa Lucia di Suna, mentre il corpo riposa nella cripta dell’Università Cattolica a Milano.

    La colonna sonora di “Con il vento nel petto” è affidata all’estro artistico di Beppe Frattaroli. La fotografia e il montaggio sono di Daniele Massa.

    Ufficio Stampa Friend & Press- Alla Radice della notizia 





    Regia: Alberto Di Giglio
    Progetto promosso da : Piccola Porziuncola di Verbania e OFS di Verbania
    Distribuzione: Alberto Di Giglio
    Testi : Marco Invernizzi e Alberto Di Giglio
    Illustrazioni: Spartaco Ripa
    Voci Narranti: Massimo Dapporto, Rosario Tronnolone, Piero Bernacchi
    Attori: Stefano Grillo, Bruno Furini, Sebastiano Russo
    Fotografia e Montaggio: Daniele Massa
    Colonna Sonora: Beppe Frattaroli
    Segretaria di Edizione: Letizia Dalla Nora


    Il film verrà presentato il 16 gennaio 2016 
    presso il Cinecircolo dell'Hotel Il Chiostro di Verbania Intra sul Lago Maggiore

    Servizio di Luca Pellegrini
    (testo e audio)

    Il 19 Febbraio a Pavia all'Unione Giuristi Cattolici
    "Contardo Ferrini"




    Statua del B. Contardo Ferrini
    che svetta su una guglia
    del Duomo di Milano
    • Breve biografia 
    Il Beato Contardo Ferrini nacque a Milano nel 1859. A scuola brucia le tappe: a 17 anni consegue la licenza liceale, a 21 si laurea in giurisprudenza e diventa uno dei giuristi più affermati e uno dei maggiori romanisti del suo tempo. A 24 anni è già insegnante di Diritto romano nell'Università di Pavia, dove tutti cominciano ad ammirarne la sua preparazione, la sua competenza e la grande serietà.
    Insegnò poi a Messina e a Modena e nel 1949 fa ritorno a Pavia. Fu un grande amante delle escursioni in montagna. Oltre alla passione per la scienza, il professore illustre ha nel cuore l'amicizia vera con Dio, con la spiritualità contemplativa e l'ardore di un santo. Impegnato nella San Vincenzo come Terziario francescano, per quattro anni fu anche consigliere comunale a Milano. Muore a 43 anni.

     
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