martedì 1 dicembre 2015

4 settembre- B. PEDRO SANCHEZ BARBA, sacerdote diocesano, francescano secolare e martire

Terziario francescano = oggi, Francescano secolare


4 settembre
B. PEDRO SANCHEZ BARBA

sacerdote diocesano
terziario francescano
martire


 1 giugno 1895 a Llano de Brujas, Murcia (Spagna)
martirio: 4 settembre 1936 a Cuelo de Tinaja, Murcia (Spagna)



Il Beato Pedro Sanchez Barba è nato il 1 luglio 1895 nella frazione di Murcia Llano de Brujas. Ha studiato presso il Seminario di San Fulgencio di Murcia ed è stato ordinato sacerdote il 14 giugno 1919. E 'stato direttore del Seminario Minore di San Jose, cappellano della Confederazione Agraria cattolica e tesoriere della parrocchia di San Bartolome de Murcia. Fu promotore dell'Azione Cattolica. Faceva parte del Terz'Ordine francescano. E 'stato arrestato la notte del 3-4 Settembre 1936, con i fratelli Giuseppe e Fulgencio. Quando gli chiesero di rinnegare il suo ministero sacerdotale ha dichiarato: "Questo mai, la mia fede e la mia vocazione vale più della mia vita." Fu martirizzato con il sacerdote francescano Fr. Buenaventura Muñoz Martínez.


Martirologio Romano: In vari luoghi in Murcia, Spagna, Antonio Beato (nata Miguel Faúndez López), Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori e tre compagni, uccisi in odio alla fede (†1936).


Beatificato il 13 ottobre 2013, durante il pontificato di Papa Francesco.


VITA E MARTIRIO DEL BEATO PEDRO SANCHEZ BARBA


Don Pedro Sànchez Bàrba, sacerdote diocesano, nacque il 1 luglio 1895 nell’azienda chiamata Llano de Brujas. Il giorno successivo i pii genitori lo condussero al fonte battesimale nella chiesa di nostra Signora de las Lágrimas en Baena. Ricevette la confermazione il 13 luglio 1898.

Obbedendo alla chiamata del Signore entrò nel seminario di San Fulgencio in Murcia dove fu ordinato sacerdote nel 1919. I suoi primi incarichi furono di economo del seminario, amministratore del periodico cattolico “La Verdad” e animatore della “Confederación Católica Agraria”.

Nel 1931 fu assegnato alla parrocchia di San Bartolomeo, una delle più importanti di Murcia. Lascio un ottimo ricordo di se presso i parrocchiani, per i quali fondò molte associazioni tra le quali l’Azione Cattolica. Si distinse per il ministero della predicazione, la cura della gioventù la sollecitudine per i poveri e gli abbandonati.

Entrò a far parte del Terz’Ordine Francescano, di cui sempre indossava il cingolo, ed esercitò mirabilmente la povertà e la mortificazione. Quando si fecero frequenti gli attentati alle chiese e alle comunità religiose, il Servo di Dio molte volte durante la notte montò la guardia insieme ad altri giovani di Azione Cattolica, nell’intento di preservare la chiesa parrocchiale da eventuali attentati incendiari.

Nella notte tra il 3 e il 4 settembre 1936 fu catturato dai miliziani nella propria abitazione, insieme al fratello Fulgenzio che invano aveva tentato di proteggerlo con una scusa. Condotto al luogo del martirio, insieme al fratello Fulgenzio e a Fr. Buenaventura Muñoz Martínez, invitato a dichiarasi fascista, rispose: “Non abbiamo nulla di fascista. Di me, come sacerdote fate quello che volete, ma liberate mio fratello, che si prende cura di mia madre inferma e per la quale è l’unico appoggio”. In quell’istante partì una prima scarica di colpi che ferì gravemente i tre prigionieri. Mentre cadevano al suolo, furono nuovamente fucilati e di essi solo Fulgenzio sopravvisse miracolosamente, divenendo testimone privilegiato del martirio di Don Pedro e di Fra Buenaventura.

  • Per la vita

La storia della Chiesa è anche la storia delle persecuzioni dei cristiani, molti dei quali sono stati uccisi perché amavano il Signore e non volevano tradirlo.
  • L'esempio del Beato Pedro Sànchez Bàrba ci insegna l'importanza di dire il nostro Si quale impegno davanti a Dio come cristiani, tanto quando si va incontro a discriminazioni, così come nella consegna quotidiana nelle piccole cose, dimostrando che "la santità è alla portata delle nostre mani."

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    I martiri della guerra civile spagnola sono i sacerdoti, religiosi e i laici cattolici spagnoli che negli anni 1936-1939 furono uccisi a causa della loro fede. Alcuni sono stati canonizzati, molti beatificati, la maggior parte nel 2001 (233) e nel 2007 (498). Nel 2013:

    1. ANTONIO (MIGUEL FAÚNDEZ LÓPEZ), sacerdote professo, Ordine Frati Minori
    nato il 23 Giugno 1907, in La Hiniesta, Zamora (Spagna)
    martirizzato il 19 Settembre 1936 a Bullas, Murcia  (Spagna)
    2. BUENAVENTURA (BALTASAR MARIANO MUÑOZ MARTÍNEZ), clerico professo, Ordine Frati Minori
    nato il 7 Dicembre 1912 in Santa Cruz, Murcia  (Spagna)
    martirizzato il 4 Settembre 1936 a Cuello de Tinaja, Murcia (Spagna)
    3. PEDRO SÁNCHEZ BARBA, sacerdote diocesano e terziario francescano
    nato il 1 Giugno 1895 in Llano de Brujas, Murcia  (Spagna)
    martirizzato il 4 Settembre 1936 a Cuelo de Tinaja, Murcia  (Spagna)
    4. FULGENCIO MARTÍNEZ GARCÍA, sacerdote diocesano e terziario francescano
    nato il 14 Agosto 1911 in Ribera de Molina, Murcia  (Spagna)
    martirizzato il 4 Ottobre1936 a Espinardo, Murcia (Spagna)

    La fama del martirio dei quattro Servi di Dio si diffuse nella comunità ecclesiale, per cui dal 1963 al 1964 si celebrò presso la Diocesi di Cartagena-Murcia il Processo Informativo, la cui validità giuridica fu riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 5 giugno 1992. Preparata la Positio super adserto martyrio, il 25 settembre 2009 si celebrò il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi, che espresse parere favorevole. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 16 novembre 2010, riconobbero che i suddetti Servi di Dio furono uccisi per la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Il Santo Padre Benedetto XVI il 10 dicembre 2010 autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a pubblicare il Decreto super martyrio.

    fonti: Diocesi di Cartagena e Postulazione generale OFM



    Le reliquie dei martiri sono stati consegnati dal vescovo per la sua adorazione, parrocchie Bullas, Santa Cruz e Llano de Brujas, i luoghi con cui ha mantenuto un rapporto speciale.

    Grazie a Dio per averci dato l'esempio di questi quattro martiri, che hanno potuto perseverare, senza indebolimento della fede cattolica, anche dando la sua vita, nella Fede divenendo per noi un percorso da seguire.