giovedì 15 settembre 2016

PER CONOSCERE LA BEATA ELISABETTA SANNA Madre e Vedova, Terziaria francescana, membro dell’Unione dell’Apostolato Cattolico / 17 febbraio



17 febbraio
B. ELISABETTA SANNA

Madre e Vedova, Francescana secolare,
membro dell’Unione dell’Apostolato Cattolico


Codrongianos, Sassari, 23 aprile 1788 – Roma, 17 febbraio 1857


La Venerabile Elisabetta Sanna nacque a Codrongianus (Sassari) il 23 aprile 1788. A tre mesi perdette la capacità di sollevare le braccia. Sposata, crebbe cinque figli. Nel 1825 restò vedova e fece voto di castità; era la madre spirituale delle ragazze e delle donne della sua terra,
Nel 1831, imbarcatasi per un pellegrinaggio in Terra Santa, finì a Roma e non poté più tornare al suo paese per sopravvenuti gravi disturbi fisici. Si dedicò totalmente alla preghiera ed a servire i malati e i poveri. Terziaria francescana, fu tra le prime iscritte all'Unione dell'Apostolato Cattolico di San Vincenzo Pallotti, suo direttore spirituale.
La sua abitazione divenne un santuario di viva Fede ed ardente Carità. Morì a Roma il 17 febbraio 1857 e venne seppellita nella chiesa del SS. Salvatore in Onda.



Martirologio Francescano: In Roma, natale della venerabile Elisabetta Sanna da Codrongianus, Vedova del Terz'Ordine, la quale intenta notte e giorno alle preghiere e alle opere di pietà divenne un chiarissimo specchio di ogni virtù alle spose e alle vedove ed incontrò una santa morte (1857).



BIOGRAFIA BREVE

Elisabetta Sanna nasce il 23 aprile 1788 in una famiglia profondamente cristiana. Ha pochi mesi di vita quando un'epidemia di vaiolo le lascia nel corpo i segni del suo terribile passaggio: Elisabetta rimarrà per tutta la vita con le braccia storpie e con le articolazioni dei gomiti irrigidite.
A soli 15 anni Elisabetta avvia una forma di apostolato per le ragazze della sua parrocchia. Il 13 settembre 1807 sposa Antonio Maria Porcu che si rivelerà un marito e un padre esemplare. Da questo matrimonio vengono al mondo sette figli (due morti prematuramente). Il 25 gennaio 1825 Elisabetta rimane vedova. Nel 1829 giunge in paese il nuovo viceparroco don Giuseppe Valle che diventerà il suo direttore spirituale.
A Roma
Elisabetta, desiderosa di intraprendere un pellegrinaggio in Terra Santa, accoglie con gioia la proposta di don Giuseppe di accompagnarlo nel viaggio e il 25 giugno 1831 parte, lasciando al suo fratello sacerdote, don Antonio Luigi, la custodia dei figli fino al suo ritorno. Ma gli eventi prendono una piega inaspettata e i due pellegrini decidono di recarsi a Roma, impossibilitati a proseguire per la Terra Santa.
Elisabetta trova alloggio in una soffitta, dove rimarrà fino alla morte. Ella passa le giornate in continua preghiera. Nel 1832 incontra San Vincenzo Pallotti, il quale la aiuterà spiritualmente e materialmente, trovandole un lavoro presso la dimora di un arcivescovo.
Le sue precarie condizioni di salute le impediscono di tornare a casa perché un viaggio per mare con i mezzi di allora avrebbe potuto, a giudizio di alcuni autorevoli medici, costarle la vita. E allora lei si dedica totalmente alla Pia Società dell'Apostolato Cattolico, fondata dal Pallotti, come membro laico, e alle opere di carità aiutando i poveri, assistendo gli ammalati negli ospedali, raccogliendo bambine povere e ignoranti alle quali faceva catechismo nell'atrio della basilica vaticana. Nel 1850 muore San Vincenzo. Nel 1856 Elisabetta riceve la visita di uno dei suoi figli. Il 17 febbraio 1857 spira dolcemente nelle braccia di Dio, circondata da una crescente fama di santità. (Angelo Mantonati)

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NELLE TESTIMONIANZE DEI CONTEMPORANEI
biografia illustrata di Francesco Amoroso





  • Appartenenza della Sanna al Terz’Ordine Francescano
La Causa di Beatificazione di Elisabetta Sanna in tutti i documenti ufficiali della Santa Sede viene formulata nel modo seguente: Causa Romana e Turritana di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio Elisabetta Sanna, vedova laica, terziaria professa dell’Ordine dei Minori di san Francesco, membro dell’Unione dell’Apostolato Cattolico fondata da san Vincenzo Pallotti. Questo titolo ci incoraggia a caratterizzare l’appartenenza della Beata, prima al Terz’Ordine Francescano, chiamato ora Ordine Francescano Secolare, e poi all’Unione dell’Apostolato Cattolico. La Sanna fu iscritta realmente al Terz’Ordine Francescano, nel 1829, dal Padre Luigi Paolo da Ploaghe, ma pubblicamente nel 1834 a Roma, a S. Francesco in Ripa. Nel 1829 fece anche il voto di perpetua castità.

Dopo la professione terziaria, Elisabetta si sentiva maggiormente obbligata a vivere onestamente nello spirito di san Francesco e a recitare le preghiere prescritte. Interpellata dalla signora Balzani, su come potesse, dopo una giornata passata ad ascoltare tanta gente, trovare ancora il tempo per compiere le pratiche di pietà prescritte dal Terz’Ordine di S. Francesco d’Assisi, di S. Francesco di Paola, dei Carmelitani e di tante altre Confraternite e Associazioni, alle quali era iscritta, lei rispose sorridendo: “Non c’è forse la notte?”.
P. Jan  Korycki, sac
postulatore generale


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  • preghiera




Preghiera alla Santissima Trinità

Santissima Trinità, che arricchisti la nostra sorella Elisabetta
in modo mirabile di Sapienza, Consiglio e Fottezza,
concedi alla tua chiesa di poterla onorare tra i Santi,  per la tua stessa gloria
e perché i suoi fratelli Sardi siano più efficacemente
stimolati ad amarti e servirti con maggiore impegno. Così sia.
Per intercessione della Beata Elisabetta
proteggi, o Signore, la nostra isola, proteggi le nostre famiglie,
guida i nostri figli,  sostieni il duro lavoro della nostra gente,
la quale deve strappare alla terra il pane quotidiano  non sempre sufficiente.
Per intercessione della Beata Elisabetta,
che conobbe le ansie per i figli minacciati nella salute del corpo 
e nell'integrità dello spirito, colma, Signore,
l'inadeguatezza delle nostre famiglie di fronte alle crescenti responsabilità dei loro compiti.
Per intercessione della Beata Elisabetta che sperimentò
la pena della menomazione, della vedovanza, della lontananza dalla famiglia e di molteplici
e costanti malattie aiuta, Signore,  i nostri piccoli, i nostri vecchi, i nostri malati,
la nostra gente senza lavoro e liberaci dagli odi,
dalle vendette, dall'ambizione e dalla sete d'ingiusto guadagno.
Per intercessione della Beata Elisabetta che ti amò e
onorò con le parole e con le opere in tutti i momenti della sua
vita, donaci, Signore, luce e coraggio, per servirti e onorarti con
altrettanta fedeltà in ogni stato della nostra vita. Così sia.


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a cura della Postulazione Generale dei Pallottini
consulenza di P. Francesco Amoroso S.A.C.
e P. Jan Korycki S.A.C.
regia di Alessandra Peralta