giovedì 1 giugno 2017

PER CONOSCERE IL B. GIOVANNI PELINGOTTO, PENITENTE DEL TERZ'ORDINE FRANCESCANO (OFS) DI URBINO



1 giugno
B. GIOVANNI PELINGOTTO
Penitente del Terzo Ordine Francescano
Ordine Francescano Secolare

Urbino, 1240 – 1 giugno 1304

 

Figlio di un facoltoso mercante di Urbino, fin dalla prima adolescenza Giovanni mostrò totale disinteresse per il successo mondano e per le ricchezze terrene. Avrebbe voluto farsi eremita ma incontrò l'opposizione risoluta dei suoi genitori. Decise allora di rimanere in casa ma di vivere una vita di austerità e di preghiera. Sentì poi la chiamata di andare per il mondo a servire i poveri e malati; con rammarico dei suoi genitori dava ai miseri gran parte del suo cibo, rinunciava ai suoi abiti e vagava affamato e coperto da un vecchio sacco.
I genitori di Giovanni erano preoccupati dell'estremo grado di indegnità toccato al loro figlio: una Domenica delle Palme si recò nella cattedrale della città con una corda attorno al collo, per significare che era il peggiore dei criminali. Caduto per ore in estasi (o in uno stato catatonico) fu riportato con fatica alla realtà. In un'altra occasione andò nella piazza del mercato e trascorse la giornata, che era particolarmente fredda, con una folla di mendicanti e ladruncoli. Alla fine i suoi genitori lo recuperarono in condizioni fisiche assai debilitate.
La sua situazione ebbe una svolta quando si fece terziario francescano: con l'aiuto spirituale della Regola francescana potè vivere una vita cristiana aiutando chi era più povero di lui. A Urbino era venerato come santo e profeta e il suo culto, sopravvissuto nei secoli, fu approvato nel 1918. (Alban Buttler)


Martirologio Romano: A Urbino nelle Marche, beato Giovanni Pelingotto, del Terz’Ordine di San Francesco, che, mercante, arricchiva gli altri più che se stesso e, ritiratosi in una cella, ne usciva soltanto per aiutare i poveri e i malati.

Martirologio Francescano: In Urbino, nelle Marche, il Beato Pelingoto da Urbino, Confessore Terziario, insigne per umiltà, per penitenza e per fama di miracoli. Il suo corpo si conserva religiosamente nella chiesa di San Francesco dei Minori Conventuali, e il suo culto fu approvato da Papa Benedetto XV.
 


Culto - Alla sua morte, la sua fama di santità giunse presto fino a Roma, dove anche lì come già gli era accaduto nella sua Urbino incontrò la venerazione di persone importanti come il conte Guido (il vecchio) di Montefeltro. Dopo la sua morte continuarono ed aumentarono quei fatti prodigiosi che già avevano accompagnato la sua vita; attorno al suo corpo si sviluppò una devozione sincera e confidente che si è mantenuta fino ad oggi
Benedetto XV il 13 novembre 1918 ne approvò il culto.

Detto popolare:   al giorn d'San Pelingott
                            tant'è 'l dì, tant'è la nott

Iconografia:
Abito francescano, bastone, rosario.

 
Il Urbino, il 15 febbraio 2004, in occasione dell’apertura delle celebrazioni, del settimo centenario della morte del Beato Giovanni Pelingotto, l’Arcivescovo Mons. Marinelli ebbe a dire:
“E’ un urbinate, uno dei nostri antenati, una nostra stella, una stella da riscoprire per nostra gioia ed esempio. Nella “Vita” scritta da un autore urbinate coevo, Pelingotto viene paragonato alla stella del mattino che in mezzo alla nebbia illumina di luce la vita. Con la sua luce splendente, guida alla luce delle genti, coloro che si trovano nelle tenebre. L’apostolo ed evangelista Giovanni, nell’Apocalisse parla con vero spirito profetico: Vidi un altro angelo che saliva dall’oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. Non immeritatamente si può dire che Giovanni Pelingotto, sia l’angelo di Dio per la nostra città.
Commemoriamo dunque questo nostro grande concittadino, ma non tanto per rifugiarci nel passato ma per costruire il presente ed il futuro con l’energia ancora viva e vivace del suo carisma. E’ un laico, un laico coerente con la sua fede, un laico impegnato nella comunità ecclesiale e in quella civile e sociale. Anche oggi i laici devono avere una coscienza sempre più chiara della loro vocazione e spiritualità, della loro responsabilità nell’edificazione della Chiesa e nell’evangelizzazione della Città e delle sue istituzioni; i laici devono testimoniare la speranza cristiana nel campo della promozione dei valori fondamentali della vita, della famiglia, della cultura, dell’economia e del lavoro, della politica e della comunicazione. Se vivremo secondo questa dimensione certamente il Beato Pelingotto che ha basato tutta la sua spiritualità su Maria e sull’eucaristia, non ci farà mancare il suo aiuto e la sua protezione”.

  • BIOGRAFIA
GIOVANNI PELINGOTTO,
BEATO FRANCESCANO SECOLARE
DI URBINO

ll Beato Giovanni Pelingotto nacque ad Urbino nel '1240 da un ricco mercante di stoffa che ben presto, sebbene a malincuore, dovette concedergli di dedicarsi liberamente ad esercizi di pietà. A dodici anni lo aveva già avviato al commercio. Vestì I'abito del Terz'Ordine della penitenza nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, la prima chiesa francescana di Urbino e, da fedele imitatore del Serafico visse austeramente. L'amore per i poveri lo spingeva a privarsi anche del necessario per soccorrerli; umilissimo, essendosi accorto che i concittadini avevano una grande stima di lui, per distoglierli si finse pazzo, ma più.cercava di nascondersi, più Dio rendeva manifeste le sue virtù.
Nel 1300 andò a Roma per lucrare il giubileo indetto da Bonifacio Vlll. Era la prima volta che si recava nella città eterna e non era conosciuto da alcuno; tuttavia, un uomo incontrandolo, lo indicò ai compagni dicendo: "Non è costui quel santo uomo di Urbino?". E vari altri fatti manifestanarono chiaramente che il Signore voleva fare conoscere la sua santità.
Ritornato nella città natale, intensifico la sua vita spirituale desiderando ardentemente la patria celeste. Fu colpito da gravissima infermità che lo ridusse ben presto agli estremi e gli fece perdere anche I'uso della parola, che riacquisto completamente negli ultimi giorni della sua vita terrena. Seppe essere imitatore del Serafico anche nel dolore. ll demonio non cessava di molestare con orribili tentazioni il terziario penitente che aveva sempre custodito intatta la purezza dell'anima. Andava ripetendo: "perchè mi molesti? Perchè mi rinfacci cose che non ho mai commesso e alle quali non ho mai acconsentito?". E abbandonandosi fiducioso tra le braccia della misericordia divina, con voce forte disse: "Ed ora con tutta fiducia andiamo!". Uno degli astanti disse: "Padre dove vuoi andare?". "In paradiso!" rispose. Detto questo il suo volto divenne bellissimo, le sue membra si distesero e, poco dopo, serenamente spirò. Era il primo giugno 1304; aveva 64 anni d'età.

Urbino, Santuario di S. Francesco
ll Beato Giovanni aveva chiesto di essere sepolto nella chiesa di San Francesco, ma in un primo tempo la sua volontà non fu eseguita: ebbe solenni funerali e fu sepolto nel cimitero francescano, nel chiostro del convento. 
lddio glorifico ben presto il suo fedele servitore. Tante furono le grazie che si dicevano ottenute per sua intercessione,tanto era il concorso dei fedeli al suo sepolcro, che i frati esumarono le spoglie e le portarono nella chiesa di San Francesco.
Aumentando i prodigi si eresse un altare sulla sua tomba ove si celebrarono messe in suo onore.
ll suo culto continuo attraverso i secoli, fino a quando Benedetto XV il 13 novembre 1918 lo approvò. 
Giuliano Ferrini, ofm.



Dove sorgeva la casa dei Pelingotto, in Urbino,
attualmente via Mazzini 8, è infissa questa targa
che ricorda il luogo dove nacque il
Beato Giovanni Pelingotto



SULL'AREA ATTUALMENTE OCCUPATA DAL PRESENTE EDIFICIO
NEL XIII SECOLO SORGEVA LA CASA CON BOTTEGA E MAGAZZINI
DI DISTINTA FAMIGLIA URBINATE DEDITA ALLA MERCATURA DI PANNI
DALLA QUALE NEL 1240 NACQUE IL BEATO GIOVANNI PELINGOTTO
EGLI MORÍ IL 1° GIUGNO 1304
IL SUO CORPO RIPOSA NEL VICINO TEMPIO MONUMENTALE DI S.FRANCESCO
ELEVATO ALLA DIGNITÀ DI SUO SANTUARIO
NELLA RICORRENZA DEL VII CENTENARIO DELLA SUA MORTE.

fonte: Chi era costui




  • PREGHIERA



O Dio misericordioso che nel Beato Giovanni Pelingotto
hai impresso I'immagine dell'uomo nuovo creato nella giustizia e nella santità,
concedi anche a noi di rinnovarci nello spirito per giungere alla perfetta carità
che ci hai proposto nel tuo figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.