martedì 25 agosto 2020

PADRE MARELLA, LA SORPRESA DI DIO al via le riprese di un docufilm sulla vita del sacerdote che fu simbolo della carità nella Bologna del dopoguerra. Regia di Otello Cenci.



Padre Olinto Marella

Originario di Pellestrina ( Venezia) 
dove nasce nel 1882, dopo essere 
diventato terziario francescano entra 
in Seminario a Roma dove ha come 
compagno di classe Angelo Giuseppe 
Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII.
Marella, 
la sorpresa di Dio

Al via le riprese di un docufilm sulla vita del sacerdote che fu simbolo della carità nella Bologna del dopoguerra. Un progetto della diocesi. Il 4 ottobre la beatificazione.

Molti bolognesi di una certa età lo ricordano mentre pedala sulla sua mitica bicicletta per le vie della città, o mentre tende il cappello chiedendo l’elemosina ai passanti nelle strade del centro storico, dove la questua prometteva di essere più copiosa. Molti non l’hanno mai incontrato ma conoscono il bene che ha lasciato in eredità, le opere dove migliaia di persone hanno trovato risposta ai loro bisogni più elementari: un pasto, un letto, uno sguardo d’amore. Padre Olinto Marella, considerato dai bolognesi un santo della carità, è morto nel 1969 ma il suo ricordo è ancora vivo, e ancora di più lo sarà per merito di un’iniziativa che sta prendendo corpo in queste settimane. In occasione del cinquantesimo anniversario della morte e della sua imminente beatificazione – prevista per il 4 ottobre – la arcidiocesi di Bologna ha commissionato un docufilm sulla sua vita, di cui stanno per cominciare le riprese. Si intitola “La sorpresa. L’eccezionale storia di padre Marella” e a partire da episodi realmente accaduti ripropone in maniera originale la sua figura di educatore, teologo, uomo della misericordia di Dio. La regia è stata affidata a Otello Cenci che ha curato la sceneggiatura insieme a Giampiero Pizzol. 

Il profilo umano di Marella viene tratteggiato attraverso gli occhi di Ivo e Anna, accolti ancora bambini nella casa dove negli anni della Seconda guerra mondiale vennero ospitati migliaia di giovani senza famiglia o sbandati. Originario di Pellestrina ( Venezia) dove nasce nel 1882, dopo essere diventato terziario francescano entra in Seminario a Roma dove ha come compagno di classe Angelo Giuseppe Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII. I primi anni di sacerdozio lo vedono nel mirino dell’autorità ecclesiastica per le sue simpatie per il modernismo, che causano una sospensione a divinis che durerà 16 anni. Si dedica all’insegnamento della filosofia in varie città, finché nel 1924 approda a Bologna dove per 24 anni sale in cattedra in prestigiosi licei come il Galvani e il Minghetti. Dal 1939 apre la sua casa in via San Mamolo a molti sbandati e a fuggiaschi ebrei. Nel 1948 ottiene dalla nettezza urbana un vecchio magazzino che diventerà la Città dei ragazzi. Lascia la cattedra di filosofia per sedersi su quella della carità: si fa mendicante per condividere la condizione dei poveri e per lanciare un silenzioso monito ai passanti che lo vedono chiedere l’elemosina agli angoli delle strade. Nel dopoguerra promuove molte iniziative a favore dell’infanzia abbandonata, di sbandati, senza dimora e poveri d’ogni specie, opere che ancora oggi sostengono l’esistenza materiale e spirituale di migliaia di persone (www.operapadremarella.it).

«Caritas Christi urget nos»: il motto da lui scelto descrive la sua personalità che arde dal desiderio di fare conoscere Gesù attraverso il volto dell’amore, e tratteggia un testimone inesausto della fede che ha toccato il cuore anche di spiriti laici (uno fra tanti, Indro Montanelli che fu suo allievo al liceo di Rieti), fino a celebrarlo come «la coscienza di Bologna», oggetto di stima da parte di tutti coloro che lo hanno conosciuto.

Anche per questo l’arcivescovo della città, il cardinale Matteo Maria Zuppi, ha scritto una lettera per far conoscere il progetto e chiedere che al sostegno economico della diocesi alla realizzazione del film si unisca quello di tutti i bolognesi: «Molti ricordano padre Marella che sostava negli angoli di Bologna a chiedere l’aiuto per i suoi ragazzi. Questa volta saremo invece noi a fargli una sorpresa, raccogliendo un po’ di aiuti per far conoscere la sua eccezionale storia».

Giorgio Paolucci

da "Avvenire" - 25 ottobre 2020
 
 

Per sostenere le spese di produzione del docufilm l’arcidiocesi di Bologna ha lanciato una raccolta di fondi attraverso lo strumento del «crowfunding»: quanto più consistente risulterà la somma raccolta, tanto più il film potrà essere arricchito di episodi e particolari significativi. Chi vuole offrire il suo contributo può effettuare una donazione con un bonifico (Iban: IT32L05387024000000 02011697) intestato a «Arcidiocesi di Bologna, causale: Progetto film Padre Marella».